


Venerdì 7 Ottobre.
L’On The Move in piazza insieme a migliaia di ragazzi e ragazze per la manifestazione nazionale degli studenti medi.
Ci chiamano migranti di seconda generazione. Ci chiamano stranieri, extracomunitari, o, ancora, marocchini, senegalesi, eritrei, cinesi, etc… A volte ci chiamano utilizzando insulti apertamente razzisti. Altre volte ci chiamano a sostenere file interminabili davanti le questure per ottenere un permesso di soggiorno quando compiamo i 18 anni di età. Ci chiamano, poi, a lavorare nelle cooperative o nelle fabbriche per pochi soldi, per fare i lavori più duri con contratti di pochi mesi, e ci chiamano perchè sanno che non possiamo dire di no, perchè dire no è un lusso che si possono permettere in pochi, perchè noi se vogliamo restare dobbiamo lavorare per avere un permesso di soggiorno. Oppure ci chiamano studenti di serie B perchè affolliamo i banchi di scuola degli istituti professionali e tecnici, ci considerano gli ultimi della classe, future braccia da sfruttare e poco più. Ci chiamano, ci chiamano, ci chiamano. Ma forse non sanno che non risponderemo più all’appello per alzata di mano. Non sanno che il nostro nome non è seconde generazioni: noi siamo generazioni in movimento. Noi siamo migranti e italiani, nativi e non, ma lottiamo insieme contro il razzismo istituzionale che ci vorrebbe divisi tra i banchi di scuola e nei luoghi di lavoro. Noi siamo quelli che hanno iniziato a urlare contro la legge Bossi-Fini e tutte quelle leggi che ci rendono sempre più sfruttabili e ricattabili, come la legge 30 o la legge Gelmini, insomma contro chi ci vorrebbe sempre più precari. Noi siamo quelli che vogliono usare qualsiasi mezzo, dalla musica allo sport, alla politica per formulare le proprie rivendicazioni.
NOI SIAMO ON THE MOVE